sabato 7 marzo 2026

25 FEBBRAIO 2026

CHE DIRE? Un tripudio di colori profumi abbracci affetti amicizie vecchie e nuove alla BTM di Bari dove mi son recata per stare un giorno con la mia amica Carmelina Rotundo, giunta da Firenze per partecipare come poetica narratrice di viaggi, insieme ad altri narratori digitali. Un'ondata di emozioni  mi ha investito per tutto il tempo trascorso insieme, allo stand dove dopo pranzo è stata protagonista e dove io mi sono sistemata

in prima fila per farle un po' di foto ricordo.
E prima, in giro trai padiglioni, a cogliere le specialità pugliesi e non in bella mostra, tra essenze, liquori, ceramiche, luminarie che mi hanno fatto sentire immersa in luci-colori come alle feste patronali, degustazioni di prodotti tipici, dall'olio ai formaggi ai vini e alla cioccolata, dove nello stand Fate Dolci, capeggiato da due simpatici giovanotti che promuovevano la cioccolata perugina, Carmelina ha approfittato per fare un'intervista per la web radio con cui collabora. Sì perché se le vicissitudini della vita hanno piegato il corpo della mia amica rallentandone anche l'andatura, la sua mente si muove invece alla velocità della luce, per cui mentre fa  una cosa ne sta già progettando un'altra. Come affermò una grande donna, Rita Levi Montalcini, all'età di cento anni, " io sono la mente, non il mio corpo..." e così Carmelina, che non si lascia certo abbattere da alti e bassi ma procede nella vita con l'entusiasmo di una giovinetta.
A pranzo c'è il buffet riservato agli ospiti partecipanti, per cui io non potrei stare accanto a lei essendo solo una visitatrice, ma Carmelina non si dà per vinta, vieni con me, mi fa, andiamo a parlare. Spiega la situazione, non ci vediamo da tempo, sono venuta per stare con lei che è invitata alla BTM, insomma dopo un poco la vedo sventolare vittoriosa il bigliettino del pass, ce l'ha fatta, possiamo mangiare insieme. Insomma, non è per il pasto ottenuto da condividere nella saletta riservata, è che ammiro la sua intraprendenza, il non lasciarsi sconfortare ma andar oltre, nelle più svariate situazioni. Quanti invece si sarebbero fermati, scoraggiati e delusi? E' questa la forza della mia amica, procede nella vita  sia pure a passi più lenti, ma procede. E tante cose belle poi accadono, come l'incontro con Giulia Eremita, creator digitale,  che l'ha invitata alla Fiera e la conoscenza con Serena Puosi, travel blogger, che io ho incrociato alla fermata del bus in attesa per andare alla fiera. Con Serena è nata subito una rispondenza profonda, come se ci conoscessimo da tempo, tanto che mentre parlava, nomina ad un certo punto la parola domino. Al che io mi blocco e le dico, aspetta, vado a scrivere, questa tua parola mi ispira. così butto giù la poesia Domino, che le dedico e che entrerà a far parte della nuova silloge poetica che sto preparando e che le invio al ritorno a casa.
Tornando alla mia amica storica Carmelina, mi è piaciuto molto il suo intervento e le immagini proiettate, tra cui quella in bianco e nero sul Lungarno di Firenze e quella LE RAGAZZE DEGLI ANNI 70, trasmissione andata in onda su Rai 3 a cui lei ha preso parte. Quanto cammino da che ci siamo conosciute proprio a Firenze accomunate dalla poesia ! Che dire? Ci siamo godute la giornata a Bari in modo pieno, ricche del calore dell'affetto e della stima reciproche, noi, resilienti viaggiatrici poetiche, come lei dice...innamorate della vita...
Alla prossima, amica cara, ti voglio un mondo di bene.
P.S. Vedete le tre rose che appaiono in basso? Ebbene Carmelina ne ha presa in prestito una e le ho fatto un breve video in cui la gettava per donarla al pubblico, come la rosa che indossa sulla felpa, a lei dedicata da Pitti Moda. Solo che poi per sbaglio ho cancellato il video. Ma non importa, le rose lei ce le ha donate ugualmente, spargendole con la sua vitalità, grazie cara amica!












DOMINO
(A Serena)
Come domino le tessere s'incastrano
In sosta alla fermata t'incontro
Sei toscana, ti conosco?
Mi conosci? Da quanto tempo?
Forse da sempre, anime in cammino
prima o poi s'incrociano
si confrontano, si riconoscono.
Viaggi, parole, immagini.
Il domino si compone
le tessere s'incuneano
una nell'altra, dal centro
alla periferia,
catena di gioco che unisce.
Non c'è vittoria ma amicizia
sguardi, sorrisi, che anche a distanza
restano. Le tessere combaciano.
Più ricco d'emozioni
il viaggio riprende.
Altro tassello del domino al suo posto.